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Il ciclo
 

Il ciclo naturale dell'acqua

L'acqua è la sostanza più diffusa sulla terra. Il suo volume totale si aggira sui 1450 milioni di km3, dei quali 500 mila - 1 milione spettano alle acque dolci superficiali e sotterranee, 25 milioni al vapore acqueo atmosferico, il resto agli oceani ed ai mari.

Le riserve idriche presenti sulla Terra si mantengono costanti attraverso una serie di fenomeni fisici e biochimici che nel loro insieme costituiscono un ciclo naturale di fondamentale importanza.

Lo scambio continuo di acqua fra terra e atmosfera viene chiamato ciclo idrologico.

L'acqua della terra è sottoposta ad un continuo movimento: per effetto della radiazione solare evapora dal mare e dalle acque continentali e si raccoglie nell'atmosfera, da qui condensandosi ricade sulla terra sotto forma di pioggia, neve, grandine.

Il vapore d'acqua diffuso nell'atmosfera dalle correnti d'aria, tende a condensarsi per effetto di un abbassamento di temperatura in minute goccioline o in cristalli di ghiaccio che si formano intorno a minuscole particelle (nuclei di condensazione) sempre presenti nell'atmosfera.

Quando le gocce d'acqua o i cristalli di ghiaccio raggiungono un peso tale che le correnti ascendenti non riescono più a sostenere, si ha il fenomeno della precipitazione meteorica che chiude la parte del ciclo dell'acqua che si svolge nell'atmosfera.

Parte dell'acqua precipitata (meteorica) scorre sulla superficie del suolo, parte filtra nel sottosuolo e parte per evaporazione torna nell'atmosfera completando così il suo ciclo naturale.

L'acqua che cade direttamente sul mare e sui laghi o che alimenta i ghiacciai è subito soggetta all'evaporazione così che parte di essa ritorna nell'atmosfera con un ciclo semplice e breve.

Una certa quantità scorre in superficie (in parte evaporando durante il percorso), fino a raggiungere il mare o i corsi d'acqua continentali; una parte viene assorbita dai vegetali che la restituiscono all'atmosfera mediante la traspirazione; una parte viene utilizzata dal mondo animale e rientra in ciclo attraverso i processi escretori e putrefattivi; una parte penetra nel sottosuolo.

Le acque che penetrano nell'interno della crosta terrestre, attraverso porosità della rocce, fessure o voragini, si arrestano allorquando incontrano uno strato impermeabile di terreno; si comprende quindi come gli strati argillosi siano alla base della creazione e del mantenimento della così detta circolazione sotterranea.

Le acque minerali sono sostanzialmente acque sotterranee di origine meteorica che durante il tragitto sotterraneo si depurano e si mineralizzano acquisendo quei peculiari caratteri chimici, fisici ed organolettici che ne determinano poi le proprietà terapeutiche.

Dell'acqua che circola nel sottosuolo una certa quantità risale per capillarità in superficie dove evapora, una parte rimane nei pori e nelle fessurazioni delle rocce come acqua pellicolare o come acqua stagnante di fondo uscendo dal ciclo idrologico per un tempo indefinito, una parte forma le falde d'acqua che possono scaturire in superficie attraverso le sorgenti naturali o i pozzi scavati dall'uomo (anche l'acqua utilizzata nelle varie attività umane rientra nel ciclo dopo un tempo più o meno lungo) o alimentare per via sotterranea il mare o i corsi d'acqua e i laghi.

Per quanto diverse e complicate siano le vicende dell'acqua che partecipa al ciclo idrologico, si può ritenere che il bilancio si chiuda in pareggio, nel senso che la quantità d'acqua che lo compie è complessivamente costante.



 
 
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